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Un approfondimento sul passaggio al multicomparto

Tenuto conto delle complessità cui è inevitabilmente associato il passaggio alla gestione multicomparto e in considerazione della necessità che la transizione avvenga tenendo in debito conto, tra l’altro, la popolazione di riferimento, è stata analizzata la composizione degli iscritti evidenziandone alcune caratteristiche.

La quasi totalità degli iscritti lavora in aziende del Centro Nord e, in particolare, in Emilia Romagna (57%), in Toscana (9%) e in Lombardia (8%).
La presenza maschile è superiore di quasi venti punti percentuali rispetto a quella femminile (rispettivamente 58% e 42%).
Dal punto di vista dell’età, il 32% degli iscritti ha un’età inferiore a 39 anni, ben il 60% è compreso fra i 40 e i 54 anni mentre l’8% ha oltre 55 anni.
Il Fondo presenta caratteristiche intersettoriali e associa lavoratori dalle caratteristiche assai diverse: dagli impiegati e funzionari delle associazioni promotrici, ai soci lavoratori delle tradizionali e consolidate cooperative di produzione e lavoro con prevalenza dei settori costruzioni emetalmeccanico fino ai lavoratori del settore servizi, terziario e sociale. La complessa articolazione sociale dell’insieme degli attuali iscritti rispecchia le caratteristiche della massa potenziale: ne discende logicamente un fabbisogno previdenziale altrettanto articolato.
Partendo da queste considerazioni la scelta di offrire agli iscritti la possibilità di scegliere fra diverse combinazioni rischio-rendimento è apparsa quantomeno necessaria.
L’effettiva dimensione del fondo in termini di iscritti e di patrimonio ha portato alla nascita di tre politiche di investimento ben delineate.
La principale discriminante che è stata utilizzata per la costruzione dei parametri dei diversi comparti è stata l’età. L’età media di adesione al Fondo è 43 anni.
La fascia di età degli aderenti a Cooperlavoro più significativa è quella che va dai 40 ai 54 anni, che si è assunta come fascia centrale ai fini dell’analisi. Si sono individuate, quindi, tre classi di avversione al rischio: una riferita alla fascia di età “inferiore a 39 anni”con circa 4.700 iscritti; una riferita alla fascia “40 anni – 54 anni” con 8.700 iscritti; la terza relativa alla fascia “oltre 55 anni” con circa 1.100 iscritti. In seguito si è evidenziato per ciascuna classe l’orizzonte temporale medio, la volatilità media degli ultimi 5 anni di un portafoglio obbligazionario di duration pari all’orizzonte medio e infine il miglior portafoglio globale con volatilità equivalente.
Dalle analisi effettuate su circa 40 portafogli globali è emerso come la componente azionaria nei portafogli ottimali fosse molto forte. Tuttavia data la natura previdenziale dell’investimento si è ritenuto opportuno ragionare su portafogli meno rischiosi.
Inoltre, il confronto tra un portafoglio globale e uno composto da soli titoli europei, non evidenziando significative differenze, ha spinto il fondo a non gravare la gestione finanziaria del rischio di cambio.
Per quanto riguarda la gestione finanziaria, ai gestori degli ultimi due comparti verrà concessa, in convenzione, la possibilità di muoversi al di fuori del benchmark entro limiti predeterminati:

  • per la parte equity, il 10% dell’asset class potrà essere investito anche in mercati USA e Giappone;
  • per la parte bond, il 10% dell’asset class potrà essere investito in corporate.

Tuttavia deve essere sempre attivata la copertura del rischio di cambio.

 

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